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Coordinate Nota
sulla formazione analitica secondo l’insegnamento di Lacan Il Comitato scientifico dell’ICLeS è composto da:
Il Comitato scientifico di tre esperti ai sensi dell’art. 4 comma 2 del regolamento 11 dicembre 1998) da attivare dopo il riconoscimento da parte del Ministero è composto da:
[1] Va qui precisato che l'Istituto ICLES non intende essere una Scuola psicoanalitica (nel senso di Lacan) né una Società analitica (nel senso tradizionale freudiano): il suo scopo si distingue da quello di riunire degli psicoanalisti in una comunità di lavoro e di formazione, come da quello di fondare o attribuire la qualifica di psicoanalista. In quella particolare articolazione del movimento analitico che dal 1964 si muove, pur secondo vicissitudini complesse, nella tradizione aperta dall’Ecole Freudienne de Paris, questi compiti -essenziali per la trasmissione della psicoanalisi e la vita della comunità analitica- spettano alla realtà di una Scuola di psicoanalisi: la Scuola per Lacan, ha come scopo di sviluppare e approfondire la teoria e la pratica della psicoanalisi, di trasmetterne il sapere, di proporlo al controllo e al dibattito scientifico e soprattutto di offrire le basi teoriche e di formazione individuale necessarie per sostenere il compito di psicoanalista e quindi ottenere il riconoscimento della relativa qualifica da parte della comunità analitica. Scuola in questo senso non è quindi solo associazione di psicoanalisti, ma comunità che si prefigge e si dà gli strumenti per rendere permanente tra i suoi membri la formazione individuale, la ricerca scientifica, lo studio teorico e l'applicazione nella pratica clinica. Questi compiti non possono spettare né istituzionalmente né giuridicamente a un Istituto per la formazione alla psicoterapia. Esso si deve piuttosto giovare di una articolazione specifica con una realtà di Scuola, come si vedrà più oltre. [2] La formazione che la Scuola di Lacan dispensa si attua essenzialmente secondo il modello freudiano. L'asse portante della formazione avviene tramite una psicoanalisi individuale. Tale psicoanalisi deve arrivare a rendere testimonianza di un cambiamento nel soggetto per sostenere un ascolto adeguato capace di interrogare il sintomo e operare sul fantasma. La Scuola esige quindi che per autorizzarsi a essere psicoanalista il candidato si sottoponga a una psicoanalisi personale condotta fino a quel punto di elaborazione che consente di chiamarla didattica. Quest'asse di formazione comporta l'analisi personale, le supervisioni della pratica psicoanalitica e, sebbene non obbligatorio, il dispositivo della passe, come verifica dei risultati del trattamento che includa la testimonianza dell'analizzante. La passe e il "cartello" (lavoro di piccolo gruppo ad ispirazione bioniana) sono due elementi specifici della struttura della formazione per la Scuola. [3] Per questo non è l’ICLES come Istituto di abilitazione alla psicoterapia ad essere competente sulla valutazione del percorso e formazione analitica: questa resta di competenza delle Scuole analitiche, in particolare di quelle che nell’ambito internazionale del movimento lacaniano praticano la passe. Gli effetti didattici dell’analisi sono infatti valutabili solo nel contesto della Scuola in quanto insieme che sostiene e assume la responsabilità della pratica analitica. [4] Membri dell’Ecole Freudienne de Paris, dell’Ecole de la Cause Freudienne, dell’Ecole Européenne de Psychanalyse, dell’Association Mondiale de Psychanalyse (AMP), e ora dei Forums du Champ Lacanien. Inoltre come molti docenti dell’ICLeS, i suoi fondatori sono stati, fin dalla sua fondazione, docenti dell’Istituto Freudiano per la Clinica, la Terapia, la Scienza (riconosciuto con D.M. del 31-12-93) e docenti delle Sezioni Cliniche. Come del resto gran parte dei Docenti Stranieri dell’ICLeS hanno insegnato per decenni nelle Sections Cliniques in Francia, Spagna, Belgio, in Italia. Attualmente insegnano nella rete delle Formations Cli?†††?a???a:niques du Champ lacanien e dei Collèges Cliniques. Il par. VII chiarisce l’articolazione attuale di questa problematica.[5] Basti pensare a come si modificano per un soggetto le condizioni del trattamento della patologia quando interviene in questo un’istanza dotata di supremazia giuridica, come è il Tribunale, un’istanza che si prefigge di cambiare il quadro dei rapporti giuridici e di convivenza, oppure disponga un obbligo di psicoterapia. [6] Va anche notato, in riferimento alle Esperienze Pratiche Guidate con gli studenti di Psicologia dell’Università, che il sorgere di queste problematiche nella realtà sociale e istituzionale, tende a far assumere già allo studente, che inizia a prepararsi per intervenire in futuro come psicologo e psicoterapeuta, atteggiamenti che invece di interrogare queste prassi, si conformano all’ideologia “spontanea” che apparentemente le risolve semplicemente non mettendole in questione. |
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